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UNA SCUOLA CHE INSEGNI LO SPIRITO CRITICO

Stiamo assistendo alla distruzione della scuola e della università in maniera sistematica.

Per il neocapitalismo la distruzione della scuola è di strategica importanza.

Distruggere la formazione di giovani in crescita significa neutralizzare in partenza lo spirito critico, significa insegnare loro a calcolare e non a pensare; ad adattarsi al mondo anziché prendere consapevolezza delle contraddizioni che intimamente ci permeano.

L’obiettivo dell’odierno sistema è di ridurre la scuola ad azienda. E’ quello di imporre ed inculcare nella giovani teste pensanti il dogma capitalistico – non avrete altra società all’infuori di questa-. I presidi diventano manager.  La formazione diventa –offerta (mercatistica) -. Scopo della odierna legislazione sulla scuola è fornire –competenze tecniche ed abilità scientifiche – rimuovendo l’elemento critico della cultura. La valutazione dello studente deve avvire attraverso il calcolo di – debiti e crediti -. Gli studenti vengono definiti – consumatori di formazione -.

La distruzione della scuola sta avvenendo a partire dal ripensamento del ruolo dei professori.

I professori messi all’interno di un sistema scolastico ridotto a diplomificio, fabbrica di esami. Sono stati ridotti a burocrati a cui è preclusa ogni visione olistica dell’uomo e della società.

Il sistema vuole molti professori e pochi Maestri o mentori.

I professori trasmettono i contenuti ma dopo gli studenti sono costretti a crescere da soli in mezzo alle avversità senza che possa essere data la possibilità di mostrare le proprie potenzialità.

I Maestri strutturano le teste, gli danno la possibilità di poter pensare autonomamente, danno forma alla testa stessa. I Maestri più che dare dogmi a cui adattarsi  danno un modus di pensare di ragionare criticamente sulle cose senza cedere ai dogmatismi di maniera. I Maestri non mantengono netta separazione con discente ma costruiscono un rapporto in cui si insegna e si impara allo stesso tempo.